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4 Spighe

Il termine traguardo profuma di “tappa”, evoca ancora sudore, ancora impegno e rischio, ancora salite, ma anche splendide discese.

Su 593 aziende agrituristiche operanti in Sicilia solamente 4 hanno ottenuto il massimo riconoscimento ufficiale della quarta spiga, equivalente alla quinta stella degli hotel, Bannata dal 17 maggio 2016 con decreto n. 3596 é una di queste!

Ringrazio, non in ordine di importanza, tutti i “Bannatiani” che hanno contribuito al raggiungimento del risultato: collaboratori, ospiti provenienti da più parti del pianeta, consulenti, progettisti, bancari, assicuratori, imprenditori, artigiani, contadini, pastori, direttori artistici, registi, critici cinematografici, artisti, musicisti, scrittori e poeti!

Nietta Bruno

Siamo su “Io Donna”

Dalle stalle alle stelle
«Dei ricordi infantili si era salvato ben poco: il noccioleto ridotto in cenere per mano di ottusi cacciatori di conigli, il fragoleto perduto per incuria, i pioppeti tagliati da mano sconosciuta. Restavano soltanto le palme del giardino, i noci e le mura della masseria settecentesca. Da lì ho ricominciato». Nietta Bruno, già proprietaria della vicina maison d’hôtes La Casa del Poeta, racconta come si è riappropriata della fabbrica agricola in contrada Bannata (dall’arabo-siculo “baciata dal sole”), a 3 km da Piazza Armerina. Una classica masseria autarchica siciliana dove si produceva vino, olio, frumento, che Nietta ha ereditato dalle zie e trasformato in un agriturismo di cinque camere, ricavate nella conigliera e nel pollaio. Negli interni semplici, di campagna, ha voluto che «restasse la memoria della sicilianità». Con un valore aggiunto: la sala cinematografica da 100 posti ricavata dall’accorpamento di magazzini e stalle dove, aiutata dall’amica Luisa Morandini, Nietta ha organizzato rassegne che contemplassero proiezioni anche nel baglio, il cortile esterno. Di giorno, in questa stagione, si va a osservare la raccolta dello zafferano. O quella delle olive nell’eccezionale uliveto (400 diverse varietà) di Villa Zagaria, a Pergusa.

Leggi Articolo su Io Donna Corriere della Sera